gasperini cambia ancora e la roma perde ancora
seconda sconfitta consecutiva della roma di gasperini: inutile parlare di punte, di rigori sbagliati o di infortuni, nelle ultime settimane gasperini ha fatto andare la squadra in confusione totale. e cosí non va.

uno tra i detti piú vecchi e piú utilizzati nel calcio, e un motivo ci sarà: squadra che vince non si cambia.
significa che se è stato trovato un assetto tattico, un'amalgama tra i giocatori e degli automatismi di squadra, non c'è motivo di cambiare se arrivano i risultati, perché sarebbe solo per il gusto di farlo.
e francamente ci pare che quest'ultima frase sia la piú appropriata per descrivere ció che sta facendo l'unico responsabile di queste sconfitte.
la roma aveva chiuso il primo mese e mezzo di stagione in testa alla classifica, con una vittoria e un pareggio in europe league, tante certezze confermate dalla scorsa stagione e nuova linfa per vecchie delusioni: soulè continuava a segnare e fornire assist (uno con i numeri migliori in europa), celik sembrava un nuovo giocatore nel nuovo ruolo di "braccetto" di destra, pellegrini torna e segna nel derby e cristante diventa un leader vero.
tutto va bene, i risultati arrivano, i giocatori migliorano, il gioco piano piano si vedrà.
e quindi perché non cambiare tutto?
si comincia nella partita piú importante della stagione, quella che puó valere il primato in solitaria contro una diretta concorrente.
che fa gasperini? sposta celik esterno di centrocampo, wesley a sinistra, ndika sul centro destra inserendo hermoso. ed è cosí che la squadra perde tutte le certezze finora acquisite, va in confusione totale nel primo tempo e la roma perde irrimediabilmente la presa sulla partita. è ovvio che, sistemate le cose, grandi responsabilità sono da attribuire anche al suo attacco, perché in due occasioni l'attaccante ucraino si è letteralmente divorato il goal del pareggio.
passiamo alla seconda sconfitta, forse piú grave, in casa col viktoria plzen stesso copione: cambi su cambi, primo tempo in confusione totale, uno-due degli ospiti e addirittura cambio dopo mezz'ora con conseguente spostamento di giocatori: celik torna in difesa ed elsha si sposta a centrocampo. altro cambio all'intervallo ma ruolo per ruolo. cambio a metà ripresa con altro cambio di ruoli: wesley si sposta in difesa ed entra bailey da centrocampista. passano 7 minuti e wesley torna a centrocampo con l'ingresso di ndika al posto di soulè e lo spostamento di bailey in attacco.
risultato? una squadra che non trova mai il tempo di sistemarsi, non fa quasi nessun tiro in porta e segna solo su rigore (per fortuna calciato da dybala).
questa volta non ci sono errori a porta vuota di dovbyk: la palla in attacco non arrivava mai.
e, ci duole dirlo, è la dimostrazione che le sconfitta hanno un nome composto e un cognome: gianpiero gasperini.
gasperini è un genio del calcio moderno, ma quel vizietto di voler sempre dimostrare che lui “vede più in là” di tutti non lo toglie (ricordate come è finita l'avventura nell'unica big che ha allenato?).
questa smania di cambiare quando tutto sembrava andasse bene, anzi, lo andava, sembra quasi dettata dalla paura di non aver messo la sua firma tattica sulle vittorie.
quante volte, infatti, si è detto che questa roma di inizio campionato era piú di ranieri che gasperiniana?
ancora non si vedeva il suo pressing asfissiante, ancora non si vedeva il possesso palla ridotto all'essenziale per riportarsi velo
cambi già nell'11 iniziale che hanno fatto entrare male la squadra in campo, ma andhe cambi in corso di partita mai efficaci.
nelle ultime due partite, i cambi hanno tolto continuità al pressing e al possesso, due cose fondamentali nel suo gioco. ogni sostituzione di troppo toglie automatismi: i nuovi entrano “freddi”, la squadra perde compattezza, e addio fluidità. e non è che la roma sia fatta di cloni ,ogni giocatore ha i suoi tempi, quindi serve stabilità per far funzionare il sistema. Io capisco che voglia tenere tutti motivati e gestire le energie (soprattutto se ci sono coppe in mezzo), ma ci sono partite in cui serve mano ferma, non mano pesante. diciamo che sor gasperini dovrebbe imparare che non toccare niente, a volte, è tattica pura.



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