la roma non è l'atalanta

mister gasp contro le piccole è bulldozer, mentre contro le grandi diventa professore.
e il calcio non perdona, se togli automatismi, se abbassi aggressività per “equilibrio”, se rinunci alla tua ferocia, le big ti mangiano. sempre.
pressing sì, ma senza copertura adeguata. quando prova a pressare alto contro le big i tempi sono sbagliati, i duelli individuali diventano un suicidio tattico e basta un’uscita pulita e sei morto. il bilancio è pessimo e non da oggi, ma da anni.
il punto è questo: contro le big la roma si snatura, cambia assetto, abbassa il baricentro e gioca per non perdere invece che per vincere, e quindi quasi mai vince.
non perché manchi il talento, ma perché la formazione è spesso difensiva per paura, i migliori giocatori vengono messi a fare lavori sporchi e l’idea offensiva sparisce nei momenti chiave. gasperini è un tecnico con idee forti e precise, ma delle volte non ci arriva
il suo calcio è aggressivo, intenso, ad alta pressione — ma è un sistema che richiede tempo per funzionare, l'abbiamo visto contro il celtic e il como abbiamo visto per la prima volta il vero gioco di mister gasp, ed è stato un piacere guardare quelle partite.
cosa è cambiato in due partite? niente, sembra solo che la roma abbia paura ad attaccare, che si chiuda in se stessa, e cerchi in ogni modo di non attaccare per paura di prendere gol.
contro juve, inter, milan, cambia interpreti, sposta giocatori fuori comfort, mette uomini “di copertura” che non sanno fare il suo calcio, risultato? sistema gasperiniano senza i gasperiniani. la roma NON è l’atalanta, e lui ogni tanto se lo dimentica. a bergamo accettavi il rischio se perdevi 3-1 amen, progetto salvo, nessuna pressione mediatica costante. a roma non funziona cosi. ogni big match è un processo, ogni scelta è amplificata, e lui, inconsciamente, si protegge. quindi cosa fa? abbassa il baricentro rinuncia a un uomo offensivo. cerca “equilibrio”. che alla roma manca un attaccante offensivo è ovvio. però è anche vero che ha giocatori valorosi, che però non danno il 100 gasp per 100! se continua così, con le big farà sempre: prestazione dignitosa, sconfitta onorevole, e zero punti.
e roma, su questo, non perdona nessuno.
mettere dybala contro la juve, così com’era messa la roma, è stato un errore di contesto, non di nome. dybala non si discute come talento. ogni suo tocco è sempre poesia, ma il calcio non è poesia astratta, è ecosistema. e in quella partita l’ecosistema non lo proteggeva. perché è stata una scelta sbagliata? dybala ha bisogno di controllo, non di caos. gasperini ha costruito una partita fisica, di duelli continui e ritmo spezzato, perchè i giocatorini della juve non hanno mai esitato a stare per terra ad ogni tocco e a rubacchiare qualche finta punizione. la discontinuità di gioco è l’esatto opposto di ciò che esalta dybala. paulo vive quando la squadra tiene palla, gli spazi sono occupati bene e lui può ricevere tra le linee, non contro le linee. contro la Juve, poi, è anche emotivamente esposto. questa è roba da calcio vero, non da lavagna. metterlo titolare lì significa aspettarsi la giocata “simbolica”, ovvero sperare nell’ex che risolve tutto, ma non funziona sempre cosi. se dobbiamo dirla brutale: panchina, ingresso al 60’, partita spaccata. freddo. clinico. vincente.
il povero ferguson...a me non è dispiaciuto affatto, anzi, è stato uno dei pochi coerenti con la partita. non brillante, ma utile. e nel calcio vero, contro le big, l’utilità pesa. perche a forse di essere nel posto giusto nel momento sbagliato, prima o poi la palla giusta suoi piedi arriva. è stato più “gasperiniano” di altri, paradossale ma vero. è molto più adatto al calcio di gasperini di certi altri. corre, attacca lo spazio, accetta il corpo a corpo.
non chiede la palla sempre sui piedi, lavora per la squadra.
se poi la roma non sale bene, non accompagna, non riempie l’area, eh ragazzi, non è colpa sua. il problema è sempre l’aspettativa, non la prestazione. perchè di solito è sempre buona. ziolkowsky idem, è stato uno di quelli che ha capito prima degli altri che tipo di partita fosse. non ha fatto il fenomeno, non ha cercato la giocata tiktok, ma ha fatto tre cose fondamentali:
ha retto l’intensità: contro la juve non vinci con l’estetica, vinci se non perdi duelli, non ti fai schiacciare, resti dentro la partita mentalmente. lui c’era sempre. presente, concentrato, mai fuori tempo. questo vale oro.
non ha avuto paura, e sembra banale, ma non lo è. ha chiesto palla, ha rischiato il giusto, non si è rimpicciolito. per uno giovane (o comunque non “intoccabile”) è segnale enorme.
è stato più utile che mai, ed è qui che secondo me gasperini dovrebbe farsi una domanda. in una partita così meglio uno che tiene la struttura piuttosto che uno che dovrebbe accendere la luce ma non ha corrente.


Commenti